I destinatari
Crescita personale

I destinatari

Quanto ci costa essere generosi con le persone sbagliate?


Una delle delusioni più comuni 

nasce da un errore molto semplice.

Pensare che gli altri attribuiscano alle nostre attenzioni lo stesso valore che attribuiamo noi a quelle che riceviamo.


Dedicare tempo a qualcuno. Ascoltare.

Aiutare. Ricordare un dettaglio.

Renderci disponibili.

Per noi può essere una forma di affetto 

e tendiamo a credere che come tale 

venga percepita.


Ma non tutti danno lo stesso valore alle cose.

Non tutti riconoscono ciò che ricevono.


In fondo succede anche con i volantini pubblicitari.

Chi li stampa sa già che molti finiranno nell'immondizia senza essere letti.

Altri resteranno sul parabrezza di un'auto per pochi secondi.

Altri ancora finiranno abbandonati su una panchina o lasciati cadere a terra.


Fa parte del piano.


Se ne distribuiscono abbastanza perché qualcuno, statisticamente, si fermerà a leggerli.


Ma noi non distribuiamo carta.

Distribuiamo tempo.

Energie.

Ascolto.

Disponibilità.

Premure.


E, a differenza dei volantini, queste cose non possono essere ristampate all'infinito.


Il punto non è che alcune persone non riconoscano il valore di ciò che offriamo.

Il problema è continuare a donare risorse senza chiederci se stiamo scegliendo i destinatari giusti.


Smettere di distribuire a tappeto non significa diventare meno generosi.

Significa ricordarsi che non stiamo distribuendo volantini.

Stiamo distribuendo parti di noi.


© Sottolivello 



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