I vigilanti della serenità
Quando la calma arriva, non tutti riescono a godersela. Per qualcuno il silenzio non è ancora pace: è il momento in cui si cerca di capire da dove arriverà il prossimo rumore.
Alcune persone vivono la serenità
esattamente come il caos.
La osservano come si osserva il cielo
quando smette improvvisamente di fare rumore
e lascia filtrare un raggio di sole.
O come quando il mare smette di agitarsi dopo una tempesta.
Troppo silenzio.
Troppa calma improvvisa.
Mentre tutti si rilassano
e assaporano il calore di quel raggio di sole
o la pace delle onde finalmente placate,
loro scrutano l’orizzonte,
certi di trovarsi nell’occhio di un ciclone.
La pace non durerà a lungo.
Lo sanno.
Sono i vigilanti della serenità.
Quella degli altri però.
Abituati a prevenire più che a curare.
Da fuori sembrano persone incapaci di godersi il momento, sempre in allerta,
sempre pronte a trovare il problema
nascosto dietro ogni schiarita.
Ma non è pessimismo.
È memoria.
Perché chi ha imparato a proteggere gli altri dal dolore
vive ogni tregua come un tempo limitato
concesso per prepararsi alla prossima tempesta.
© Sottolivello
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