L'agenda piena
Ci sono giornate così piene di cose da fare che, alla fine, resta poco spazio per accorgersi di come siamo stati noi dentro quelle ore.
Ci sono periodi in cui hai così tanto da fare
che ti senti quasi una persona importante.
Telefonate.
Appuntamenti.
Scadenze.
Spesa.
Documenti.
Messaggi a cui rispondere.
Messaggi a cui non rispondere,
ma che richiedono comunque una certa elaborazione psicologica.
Password da ricordare.
Password da cambiare.
Password nuove che non puoi scrivere da nessuna parte perché la sicurezza prima di tutto,
ma poi passi ore nel tentativo di recuperarle.
Impegni più o meno importanti.
Quelli che non puoi rimandare.
Quelli che che rimandi ma non dovresti.
Quelli che hai rimandato così tante volte che ormai,
più che una scadenza, sono diventati una relazione stabile.
Così la giornata si riempie.
Tu organizzi, incastri, rispondi, prenoti, disdici.
Alla fine sei stanco.
Hai fatto troppo.
Ogni tanto, ti viene un dubbio:
ma io, oggi, dov'ero?
e ci fermassimo un attimo a cercarci
nei meandri di certe giornate,
forse ci accorgeremmo di una cosa:
𝗻𝗼𝗻 𝗮𝗯𝗯𝗶𝗮𝗺𝗼 𝘂𝗻𝗮 𝘃𝗶𝘁𝗮 𝗽𝗶𝗲𝗻𝗮,
𝗺𝗮 𝘂𝗻'𝗮𝗴𝗲𝗻𝗱𝗮 𝗽𝗶𝗲𝗻𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗶 𝗲̀ 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗮 𝗹𝗮 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮 𝘃𝗶𝘁𝗮.
© Sottolivello
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